| Loda l'Italia: "Siete un paese di artisti, e un popolo di cuore". Raccomanda di rispettare la natura: "Ricordate non è la Terra che appartiene all'uomo ma l'uomo cha appartiene alla Terra". Difende l'uso commestibile e medicinale, non tossico, della foglia di coca: "Noi Indios la mastichiamo da millenni. E' una pianta sacra, e un ottimo integratore alimentare". Annuncia l'avvento di un mondo nuovo: "Stiamo entrando in periodo di luce. Ma attenzione: bisogna prepararsi. Chi non si prepara rischia di bruciarsi". Parla il professor Ernan Huarache Mamani, sciamano del Perù. Trecento persone affollavano mercoledì sera l'Auditorium San Carlo di corso Matteotti | e c'erano manager appena usciti dall'ufficio, eleganti signore, molti giovani. Qui Mamani presenta il suo primo libro, Negli occhi dello Sciamano, edito da Piemme. E' il racconto autobiografico di un uomo due laureato, in Lingue ed Economia, economista a Lima, che un giorno si ammala di un virus misterioso, è convinto di essere sul punto di morire, torna al villaggio natale per l'addio ai genitori ma qui incontra uno sciamano e miracolosamente guarisce: "un esperienza che ha sconvolto la mia vita, i miei schemi culturali". Mamani allora decide di seguire il Maestro, va a vivere con lui sopra una "montagna sacra", ne apprende i segreti. | Fino a diventare lui stesso curandero (guaritore) e sacerdote. "E' stata mia moglie- confessa sorridendo- a obbligarmi a scriveere il libro". Lui al principio era scettico: "Nella nostra cultura non si scrive, si parla". Ma è soddisfatto: "Grazie al libro potrò diffondere il mio messaggio a tante persone". Un messaggio filosoficamente eclettico ma spiritualmente genuino: pace, fratellanza, armonia. Occhi alla casa editrice. E' la stessa che ha lanciato in Italia bizzarri titoli (tipo Messaggio per un aquila che si crede un pollo ) del controverso gesuita americano Anthony De Mello, popolarissimo profeta della religiosità "new age". |