I tamburi suonano incalzanti, le candele purificano aria e aura, mentre il tunnel
si fa più vicino. Bisogna saltare, andare verso il centro della terra
e il proprio animale di potere.
Che si tratti del Gufo, che fa vedere oltre le apparenze,
che si incontri una libellula, animale della concentrazione, del cambiamento,
oppure l'orso, cioè coraggio e azione. Una volta incontrato,
il nostro animale ci farà da guida verso la crescita spirituale.
Un film? No, solo il primo incontro con i mondi invisibili, il più semplice
dei modi per essere iniziati allo scimanismo, la più antica forma di guarigione
spirituale e fisica conosciuta, la via più diretta per comunicare con il divino
e con gli spiriti della natura, secondo le tradizioni secolari dei nativi
americani, dei popoli andini, di quelli africani, di quelli asiatici...
Oggi lo sciamano, l'uomo o la donna-medicina, con i canti, le danze, le
formule rituali e la conoscenza delle erbe, è stato riscoperto dall'uomo
occidentaleche andando verso una medicina olistica (che si occupi cioè
dell'ambito fisico, psicologico, spirituale ed emotivo),
sta rispolverando antichi rituali mai andati persi.
Non è esagerato dire che a Milano gli sciamani non si contano.
E neppure le scuole dov'è possibile accedere ai mondi invisibili degli sciamani.
Strano ma vero. In giugno si terrà addirittura un convegno, al quale parteciperanno
aciamani di tutto il mondo."La via dello sciamanismo è quella di chi vuole conoscere la natura
e rispettarla, cioè saper entrare in contatto con gli spiriti della natura.
Servono molta pazienza, buona memoria, capacità di osservazione e moltissimo
amore per seguire questa via, che può aprire i nostri occhi verso l'energia pura,
quella che può farci conoscere mondi di cui l'uomo occidentale non conosce
l'esistenza" assicura Hernan Huarache Mamani, curandero e sciamano peruviano di
Canyon del Colca, direttore dell' Istituto Inca che, lo credereste?, ha sede a Sesto San Giovanni.
Coda di cavallo e occhi neri come due carboni, Hernan Huarache guarisce con l'imposizione delle mani,
fa diagnosi con le foglie di coca, tiene corsi di medicina Inca e seminari sul potere delle donne.
"Per il popolo andino la donna è sacra, perchè per noi è una donna il primo essere
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umano comparso sulla Terra e,
secondo una profezia del 1493, dovranno essere le donne a salvare l'umanità dal periodo buio che,
nel calendario andino, si concluderà solo nel 2013" spiega Huarache."Le donne rappresentano la madre-terra, e per questo il loro compito è riportare nel mondo amore, verità e ordine.
Sono stato iniziato sciamano da una donna, e da lei ho imparato che parlare con la natura,
sentire le vibrazioni degli alberi e dei fili d'erba, è un atto d'amore grandissimo, la chiave
per capire molti misteri dell'universo".
E allora? Tutti a "scuola dallo stregone", come recita il più famoso libro di Carlos Castaneda,
che ha recentemente pubblicato un volume di grande successo,
Tensegrità, ovvero i pasi magici degli sciamani toltechi? Calma e gesso.
Huarache assicura che per diventare sciamani occorrono anni e anni di studio, può anche non bastare una vita.
Ma un seminario di qualche giorno finalizzato alla scoperta di mondi dei quali non si sospetta l'esistenza,
può aprire la mente di chi crede che la natura sia stata creata per il profitto dell'uomo anzichè per la sua crescita spirituale.
A questo servono le tecniche sciamaniche: sono della comunità e non solo di poche persone.
E' con questo concetto che i responsabili dell'associazione "sentieri del vento"
(che da 6 anni promuove la cultura degli indiani d'America, anche attraverso un negozio in via Manzoni al 16)
insieme alla società tedesca "Shamanism & Healing association" hanno organizzato tra il 4 e il 9 giugno un congresso
internazionale di sciamani sul tema "Sciamanismo e guarigione". La sede che ospiterà sciamani nativi americani
e indiani dell'India, siberiani e coreani, è il castello di Belgioioso (vicino a Pavia, tel 0348/ 26.39.696),
dove verrà anche annunciata la nascita di una fondazione chiamata "Native Peoples Legacy", per valorizzare e
proteggere la cultura dei popoli aborigeni e tribali.
"La riscoperta dello sciamanismo può sembrare una moda, ma in realtà è qualcosa che risponde a un bisogno spirituale ed
emotivo dell'essere umano", dice Imer Chieregatti, di Sentieri nel vento. "L'uomo occidentale si è allontanato
troppo dalla natura, ha tagliato tutte le foreste che poteva tagliare, ha asfaltato là dove era impensabile farlo e ora, in preda a malattie psicosomatiche di ogni tipo,
scopre nello sciamano il mezzo per ottenere risultati nella guarigione fisica e anche dell'anima".
Per i depositari della tradizione sciamanica, sia di provenienza asiatica sia a fricana o sudamericana, la via d'accesso
privilegiata è lo "stato alterato di coscienza", una sorta di trance ma non di natura medianica, che consente l'incontro con il proprio animale di potere,
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la guida che ci accompagnerà come si è detto. Ma dopo? "A sciamani molto evoluti si riconosce la capacità di spostarsi in corpi o forme differenti, assumendo sembianze
anche non umane, oppure di trovarsi in posti differenti nello stesso momento. Per questo la trance sciamanica viene chiamata "volo dell'anima",
spiega Anatta Agiman, autrice del recentissimo volume La porta sull'invisibile, edito da Sperling & Kupfer. Cognome africano e nome di battesimo impostole da Osho (una volta Baghwan, il
maestro degli arancioni), la Agiman ha organizzato a Morosolo, provincia di Varese, una scuola di sciamanismo, la Osho shamanic school (0332/82.60.73).
 Ma allora sciamani si diventa?
"Un seminario è solo una porta verso lo sciamanismo, che invece va praticato approfonditamente con uno sciamano, nei luoghi degli sciamani. Io posso iniziare alla percezione maggiore dei sensi,
posso portare in quei mondi dove si possono vedere realtà che generalmente si hanno in stato di sogno, o da bambini. La trance sciamanica è uno "slittamento" fuori dal corpo fisico, che consente di entrare
in quello energetico, spirituale". Molti, davanti a questo linguaggio, storcono il naso. Eppure, se la Ruota di medicina, il Cerchio sacro, tramandato da Capi Zero (uomini e donne illuminati vissuti in
Centro America tra il 5000 e il 1000 prima di Cristo) riscuote interesse ancora oggi e, pare, presso un pubblico sempre più vasto e vario, una ragione ci sarà.
"Lo sciamanismo è una mappa di riferimento esistenziale, per la profonda conoscenza di sé e della vita. Le diverse Ruote di medicina insegnano la relazione tra tutte le cose create, sono la base filosofica
degli insegnamenti spirituali dei nativi d'America" spiega Adriana Kassuhn, 43enne metà tedesca e metà siciliana, che da un decennio si occupa di sciamanismo e organizza corsi e seminari chiamati
la "via del guerriero": "Si viaggia oltre il razionale, si crea un ponte emotivo tra l'uomo e la Madre terra, senza intermediari. La "via del guerriero" porta a conoscere la cultura spirituale, non religiosa,
dei nativi. Purchè del guerriero si abbiano quattro indispensabili qualità: armonia, umiltà, onestà e umorismo". |