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A metà del secondo millennio, nel cuore della Cordigliera delle Ande, cominciò una rivoluzione culturale che, partendo dalla città di Cuzco, si espanse per gran parte del sud America, abbracciando i circa 4000 Km di lunghezza, oggi occupati da Colombia, Equador, Perù, Bolivia, Cile e Argentina.
L'elemento fondamentale della comunicazione tra l'uomo e la natura erano le foglie di coca, usate come alimento, medicina e mezzo di comunicazione spirituale. Gli andini usano le foglie di coca per curare più di sessantadue problemi di salute. Le foglie di coca, tra le altre cose, contribuiscono a contrastare l'ipoglicemia (bassa concentrazione di zuccheri nel sangue), sono ricche di vitamine B1, B2, C e oligoelementi e sono fondamentali per l'adattamento fisiologico all'altitudine. In più sono un alimento importantissimo nelle Ande perché contribuiscono a far fronte ai problemi di malnutrizione. Per generazioni masticare foglie di coca è stato un comportamento ritualizzato e coronato da cerimonie che permetteva all'individuo di collocarsi all'interno di un contesto spaziale, sociale e spirituale.
L'Amauta era il sacerdote, un saggio. Oggi questo termine non si usa più. la prima è la trasmissione orale da maestro a discepolo
"Lasciamola riposare. Se fra tre giorni si sentirà meglio vorrà dire che è guarita, altrimenti bisognerà cercare un curandero. O forse il fulmine l'ha scelta proprio per fare di lei una curandera" disse uno degli anziano presenti. (Da "La profezia della curandera")
"In città chiamavano Alto Misayoc coloro che, dopo essere stati colpiti da un fulmine divenivano sacerdoti guaritori. Secondo la tradizione ricevono tre scariche successive: la prima li uccideva, la seconda disintegrava il loro corpo in piccole parti e la terza lo ricomponeva nella sua forma originaria. Quando rinvenivano, si ritrovavano sempre piuttosto lontano dal luogo nel qualche erano nel momento in cui il fulmine li aveva colpiti e avevano sempre una ferita a forma di croce. Accanto a loro giaceva una pietra dalla forma bizzarra a strisce rosse: la Quqya mesa. Ogni striscia rappresentava la protezione di uno spirito della luce. Colui che veniva prescelto da 10 Apu Kuna, era considerato particolarmente potente…." (da "La profezia della curandera")
"Kantu domandò: "Mamma vorrei che mi accompagnassi da Anselmo e che gli chiedessi di fare un offerta alla Pachamama affinchè il mio matrimonio sia felice". Il rito della Pachamama appartiene alla religione andina. Anticamente sulle Ande esisteva una religione di tipo femminile, era la religione della Madre Natura, della Madre Cosmica. Per millenni gli andini abbracciarono le credenze e si fecero guidare dai principi di quella religione. Pachamama significa Madre Cosmica, Madre Celeste, Madre Natura, colei che comprende ogni cosa. E' l'entità che fa in modo che gli esseri viventi facciano parte di un immenso ingranaggio cosmico, di un piano universale che comprende tutto ciò che è stato creato. Pachamama è una sorta di riconoscimento che l'uomo fa alla natura, è l'unione tra uomo e natura. …L'uomo che comunica con la natura è un uomo che conosce la verità, che comprende che vive con maggior semplicità. Lontana dai concetto, dalle disquisizioni filosofiche, dai ragionamenti, la natura è chiara, semplice e complessa allo stesso tempo. Essendo il punto di contatto con la realtà, in occasione di eventi particolarmente importanti, gli andini si rivolgono alla Pachamama per chiederle consigli." (Da: "La profezia della Curandera")
Esiste un organizzazione all'interno della religione della Pachamama.
I "Qhapaqkuna" erano detentori delle sacre conoscenze. Costituivano un gruppo esoterico, una fratellanza spirituale molto nascosta, che operava in segreto. I santuari erano disseminati lungo le Ande, principalmente sul lago Titicaca, sulle montagne del Illimani, del Illampu e anche sulle montagne dell'Ausangate.
Le persone che facevano parte del Qhapaqkuna si trovavano in differenti circoli: c'erano fratelli dei circoli esterni, come anche dei circoli interni.
I Qhapaqkuna formavano, nei circoli esterni, l'elite andina, ciò che noi conosciamo come "inca". Inca significa colui che porta la luce. Si considerava che gli Inca fossero i portatori della luce e per questo il loro compito di civilizzare, migliorare la società, grazie all'impatto di questi insegnamenti spirituali, trasformò, nel lasso di 100 anni, un popolo piccolo nell'impero più esteso d'america, il Tawantinsuyo. In queste due istituzioni, dove si impartiva la scienza, la cultura e la tecnologia di alto livello, si formarono i futuri dirigenti.
Il Qhapakriy è il percorso del Qhapaq (illuminato), ma è anche un periodo storico ciclico di alta spiritualità.
I pilastri della spiritualità andina sono costituiti fondamentalmente da tre principi: Gli insegnamenti fondamentali erano il Khuyay, l'amore e la compassione, il Muchay, il rispetto e il riconoscimento, il Cheqay, la verità, la certezza e la sapienza, e il Yachay, la conoscenza e la sapienza. Una storia che si tramanda, da antenati ai nipoti, è quella di Wiraqocha che a volta sembra un Dio, a volte una guida spirituale. Quando si cerca di capire la storia di Wiraqocha ci si trova ad avere difficoltà a comprendere ciò che volevano dire coloro che la raccontavano. Il mito è una forma di comunicazione fantastica. In un racconto mitico si cerca di trasmettere informazioni su qualcosa che è accaduto, si cerca di tramandare il passato fino ai tempi presenti. Un mito cela qualcosa e sembra apparentemente illogico, ma è stato fatto col proposito di stimolare queste domande: come, quando, come perché? Le risposte a queste domande contribuiranno a rischiarare, con nuove luci, la storia di un popolo.
Questi ultimi capivano il linguaggio degli animali e avevano altri poteri che adesso l'uomo moderno non ha. Per un periodo lungo il popolo degli uomini è vissuto con il popolo dei giganti. Con il passare del tempo i giganti scomparvero e rimasero gli esseri umani. A questo punto il Dio, offeso, decise di punire questi umani e di farli scomparire dalla faccia della terra: così si verificò un diluvio chiamato nei nostri racconti l'UNOPACHACUTI.
Riuscirono a scappare, a questa distruzione, alcune coppie di umani che erano riusciti a capire quello che gli animali già conoscevano del pensiero del Dio Wiraqocha.
Per quanto riguarda il mito di Wiraqocha come semidio si localizza il suo percorso nel lago Titicaca che si trova ad una altitudine di 4000 m (al confine tra Perù e Bolivia), ed è considerato il lago navigabile più alto del mondo. Dopo il diluvio Wiraqocha partì da un'isola chiamata Titicaca, con due semidei allievi, e cominciò a ricostruire tutto ciò che era stato distrutto. Riunirono i sopravvissuti nascosti in grotte oppure rifugiati sulle cime delle montagne. Questi maestri con le loro parole fecero capire che la distruzione accaduta era stata dovuta alla disobbedienza alle leggi divine.
Dopo aver impartito insegnamenti spirituali, terminato il loro compito, si diressero verso l'Oceano Pacifico. Si allontanarono dalla terra camminando sulle acque del mare, dirigendosi verso il nord. Esiste ancora un terzo racconto di questo mito che fa apparire Wiraqocha come un mendicante: "Wiraqocha giunse ad un villaggio dove tutti avevano da mangiare, bere e vestirsi in abbondanza. Gli abitanti del villaggio erano in una grande festa e lui chiese un po' di cibo per placare la fame, ma nessuno lo volle aiutare. Rimase per molte ore ad aspettare finché una donna lavoratrice ebbe pietà di lui e gli diede acqua e cibo. Wiraqocha avvertì questa donna di uscire dal villaggio, perché lui lo avrebbe distrutto con il fuoco…. Questo 3° mito è collegato con il XX secolo, il mondo di adesso. Questo Wiraqocha mendicante rappresenta i paesi affamati, che chiedono ai paesi ricchi di aiutarli a placare la loro fame, in caso contrario avverrà una distruzione… Questi miti ci svelano tre insegnamenti: 1 - L'amore - l'ospitalità sacra che l'uomo deve offrire ai suoi fratelli 2 - Esiste una verità che si trova negli occhi di quelli che vogliono vedere. I ciechi che non vogliono vedere questa luce, non vedranno questa verità. 3 - La natura deve essere rispettata nelle sue leggi,oppure si corre il rischio di essere distrutti.
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