La Fondazione Mamani intende promuovere l’attività educativa, dall’asilo al liceo e proseguire con la creazione di una università che avrà il nome di “Università della Vita e della Pace”
Corre una grossa differenza tra educare e istruire: “l’educazione si impartisce in seno alla famiglia ogni qualvolta si insegna ad aver rispetto per la persona, per i suoi sentimenti. Questo tipo di educazione ha come scopo principale l’umanizzazione dell’uomo; l’istruzione, invece, persegue lo sviluppo della mente e della razionalità” (Da La profezia della Curandera”.) Le istituzioni scolastiche oggi tendono ad istruire l’essere umano, focalizzando la loro attenzione sulla quantità di conoscenze e sulla memoria, puntando a formare personale specializzato che sia in grado di sfruttare le risorse della terra e le popolazioni. La tendenza dell’istruzione e del sistema educativo attuali, nella maggioranza dei casi, è quella di parametrare e direzionare il pensiero degli studenti, togliendo loro iniziativa e critica, ed insegnando che ciò che viene detto è l’unica verità, cultura, scienza e arte. C’è poco spazio per l’educazione, che invece è lo strumento essenziale per consentire all’umanità di fare il salto qualitativo che si è proposta in questo secolo per camminare alla stessa velocità delle brusche innovazioni scientifiche e tecnologiche. Dal 1960 l’educazione è stata fortemente influenzata dalla corsa al benessere materiale, caratteristica dei paesi sviluppati.Negli ultimi 40 anni l’uomo ha raggiunto il benessere materiale, e con esso ha creato una cultura consumistica che tende allo sfruttamento irresponsabile delle risorse della terra, che usa non solo per i suoi bisogni primari ma anche per soddisfare il bisogno indotto, e che lo ha portato a condurre una vita frenetica in cui è spesso oppresso dal dolore, dalla paura, dalla solitudine e dalla tristezza.
Se l’umanità attuale aspira a sopravvivere ha bisogno di cambiare totalmente il suo modo di pensare, perché il secolo XXI è molto diverso dal passato. Così come la rivoluzione industriale e fusione nucleare segnarono un passaggio storico in cui l’uomo si allontanò dalla terra, oggi la cibernetica ci fa entrare in un altro periodo storico, in cui la distanza dell’uomo dalla madre terra sembra ancora maggiore. Quindi non si può pensare e agire come nel passato.
Di fronte ad uno sfruttamento così irresponsabile della terra, di fronte all’incapacità di provare amore per gli esseri viventi della terra, alla continua minaccia di annichilimento ambientale a causa dei detriti chimici e radioattivi, della fuoriuscita di petrolio nei mari, dell’uso incontrollato di pesticidi, della desertificazione di aree verdi, uomini e donne devono fermarsi a riflettere e a ricercare soluzioni, considerando che evidentemente l’educazione impartita fin ora alle nostre generazioni non è in grado di far fronte a questi problemi.
Per preparare l’uomo al terzo millennio occorre mettere a disposizione delle persone metodi di educazione mirati a sviluppare la natura umana verso la sua unità, armonia e benessere, garantendo così una strada verso la pace, la fratellanza e la giustizia e una convivenza armonica con la natura. Questo permetterà la cooperazione e il rispetto tra gli esseri umani e tutti gli esseri viventi della natura.
Solo attraverso il ridimensionamento delsistema educativo, affiancando alle attuali istituzioni un sistema educativo basato sull’amore, la ricerca della verità e il rispetto per gli esseri viventi, si può salvare il genere umano. E’ necessario un grande salto di consapevolezza per creare questa nuova istituzione creativa, che affianchi e migliori quelle già esistenti. Obiettivo di questa nuova istituzione sarà lo sviluppo della creatività, della coscienza, della dimensione spirituale e sacrale dell’esistenza per imparare a percepire la nostra amata terra come organismo vivente di cui siamo parte.
Per portare la giustizia bisognerebbe armonizzare pensiero e attività degli esseri umani verso una cooperazione tra i popoli, garantendo l’educazione e la divulgazione delle conoscenze e insegnando l’uso consapevole delle risorse della terra, in modo da garantire una migliore qualità di vita che porti al benessere per tutti i 6 miliardi di esseri umani che in questo momento si muovono sulla terra.
Per favorire ciò è necessario un utilizzo razionale e cosciente della scienza e della tecnologia e quindi la creazione di un istituzione educativa mirata a risolvere il disordine, l’ingiustizia, l’intolleranza, la violenza e lo sfruttamento degli esseri umani ancora sottomessi.
L’uomo per garantire la sua permanenza sulla terra ha bisogno di intraprendere un percorso di apprendistato e conoscenza che lo porterà verso la luce. L’uomo ha dimenticato di essere “vecchio” sulla terra e di aver ricevuto in eredità tutte le risorse che gli sono necessarie per la sua vita, e, soltanto negli ultimi due secoli, ha cominciato a sfruttare la terra in modo inconsapevole e irresponsabile, trattando la natura come una nemica. L’uomo appartiene alla natura, è parte integrante di essa, non può uscirne perché significherebbe la sua estinzione e la sua morte. Per questo bisogna armonizzare l’uomo con la natura e a questo scopo serve un istituzione mirata a portare l’uomo verso la sua interiorità, portandolo a capire il perché si trova sulla terra e quale scopo ha la sua vita: cosa deve fare sulla terra?
Siamo venuti per soffrire o per godere? Siamo venuti per sfruttare la terra e distruggere questo mondo fantastico o siamo venuti qui per lottare? Siamo qui per ucciderci tra noi, per portare l’infelicità oppure al contrario siamo venuti per crescere ed usare il dono della natura in modo consapevole, per vivere in armonia con tutti gli esseri umani ed essere guardiani delle piante, degli animali e della natura intera usando le risorse della terra nel modo migliore?
Soltanto attraverso un istituzione educativa che ci aiuti a ritrovare la nostra unità, la spiritualità, e la conoscenza del nostro ricco mondo interiore, possiamo trasformare la nostra vita in gioia e felicità anziché paura, dolore e sofferenza e possiamo ritrovare l’equilibrio perduto. E’ necessario riportare l’uso morale ed etico di tutta la scienza e la tecnologia, in modo che siano a favore di tutti e, non solo, come ora, di un piccolo gruppo di persone.
Per questo tramite le scuole medie, i licei, le università, gli istituti e i centri di ricerca vogliamo dare all’uomo gli strumenti per apprendere, per sviluppare le sue capacità, e quindi facilitare il contatto con il mondo esterno e il suo mondo interno.
Promuovere lo sviluppo integrale della donna.
Ciò che oggi colpisce maggiormente nella antica cultura Inca è il ruolo delle donne, tanto che si ripete che "chi onora la donna, onora Dio", che "quello che la donna vuole è quello che Dio vuole e dunque per avvicinarsi a Dio l'uomo deve capire la donna" e infine che "i bambini sono dei, la donna è una semidea e l'uomo è un uomo. La religione stessa si impernia sul concetto della Dea Natura, chiamata anche Pachamama.
Le donne che godevano di indipendenza economica, potevano essere sacerdotesse, capi guerrieri o di governo, oppure diventare professioniste in qualsiasi campo. Il lavoro casalingo era riconosciuto come un importante contributo al benessere collettivo, e retribuito. Nell'elezione del governo avevano diritto di veto: bastava il "No" di una sola donna per fermare una candidatura. Tutto questo era frutto di un sistema educativo particolare. Così per gli uomini esisteva un istituto che si chiamava Yachaywasi, dove i giovani imparavano la scienza e la tecnologia per risolvere i problemi relativi al mondo esterno: e dunque studiavano agricoltura, arte della guerra, allevamento del bestiame, idraulica, matematica, tecniche per costruire strade e ponti, e così via. E poi c'era un istituto per le donne, Akllawasi, dove si insegnavano le "arti verso l'interno", e cioè sentimento, arte, alimentazione, pedagogia, creatività, etica, religione, sviluppo dell'intuito, difesa della vita.
Entrambe le istituzioni erano di altissimo livello. e complementari, studiate per la specificità dei sessi. Nulla impediva, d'altra parte, alle donne che lo desideravano per inclinazione individuale, di frequentare la scuola maschile, e viceversa agli uomini di recarsi in quella femminile.
Alcuni studiosi sostengono che alla base della distruzione spagnola, vi sia stato un dato religioso: la Chiesa romana voleva la distruzione di una cultura che sosteneva che il primo essere umano apparso sulla terra fosse stata una donna. La religione cattolica (ma anche quella ebraica e musulmana) dà a Dio attributi mascolini: tra gli Inca si parlava invece della Dea Madre, di Dio Padre, degli Dei Figli. Quando gli Inca venivano a contatto con religioni diverse le rispettavano, perchè pensavano che ognuna fosse una strada per la verità: ma non altrettanto riguardo è stato usato verso di loro... E' anche possibile ipotizzare che la cultura spagnola, profondamente maschilista, non volesse che l'esempio di una civiltà paritaria arrivasse in Europa.
Promuovere e gestire progetti che sostengano l’educazione per il lavoro.
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Incoraggiare la ricerca scientifica e tecnologica ed i finanziamenti che la possano sostenere.
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Contribuire allo sviluppo umano e integrale della popolazione di Arequipa e del sud del Perù.
Prima dell’arrivo degli spagnoli in Perù, nella cultura andina esistevano istituzioni educative il cui scopo era la socializzazione e che portavano l’uomo ad essere fratello dell’uomo. Tutte le scoperte fatte dai saggi andini erano diffuse in modo che tutti potessero usarle per vivere meglio. La donna aveva un ruolo chiaro nella società e nella famigliae per questo la sua l’educazione era più accurata e lunga. L’economia era direttamente proporzionale all’accrescimento demografico e pianificata all’interno della società per garantire una buona qualità di vita sia in condizioni normali che in caso di calamità.Si insegnava l’uso efficiente e al minimo inquinante delle risorse della natura. In questa istituzione grande importanza era data all’insegnamento dell’amore per terra e ai valori umani. L’educazione era collettiva mentre l’istruzione era teorica ma soprattutto pratica, attraverso l’esperienza diretta.
Questo sistema educativo, bastato sui valori umani e il rispetto per la natura, funzionò fin quando la società era guidata da filosofi, scienziati, saggi e sacerdoti. Si indebolì invece quando al potere salirono i guerrieri che diedero meno importanza ai valori descritti sopra, poi fu completamente annientato con l’arrivo degli spagnoli all’inizio del 1500.
Gli obiettivi della Fondazione sono fortemente connessi agli insegnamenti tramandati dal periodo d’oro degli Inca, in cui donne sagge chiamate Mamakuna, furono le artefici di una forma di organizzazione socioeconomica molto evoluta, chiamata Tawantisujo. Scopo delle Mamakuna era il mantenimento della pace e la difesa della vita in tutti i suoi aspetti, non solo degli esseri umani ma anche degli animali, delle piante, dell’ambiente e del cosmo. L’organizzazione Tawantisujo era basata su tre valori: l’amore e la compassione (KUYAY), la ricerca della verità (CHEQHAY) ed il rispetto per tutti gli esseri viventi (MUCHAY). Le popolazioni locali oggi conservano in forma orale parte dei preziosi insegnamenti dei loro avi, che rischiano però di andare perduti.
RECUPERARE QUESTO PATRIMONIO STORICO CULTURALE E’ UN PROGETTO DIFFICILE MA IMPORTANTE, IN QUANTO QUESTO APPARTIENE NON SOLO AL PERU’ MA A TUTTA L’UMANITA’.
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